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Nakajima B5N Kate

La serie dei successi bellici del Nakajima B5N (Kate nel codice alleato), ebbe inizio durante la tragica giornata del 7 dicembre 1941 a Pearl Harbour, quando 144 velivoli di questo modello contribuirono in maniera determinante a dare il colpo di grazia alla flotta americana nel Pacifico, e terminò nel penultimo anno di guerra.


In questi tre anni, prima di essere rimpiazzati dal NaKajima B6N "Tenzan", i Kate si dimostrarono i migliori aerosiluranti dell'intero conflitto, tra le tante vittorie, quelle di rilievo furono l'affondamento delle portaerei americane Lexington, Yorktown e Hornet. Nel 1944 Il Nakajima B5N venne destinato alla scorta dei convogli in versione antisommergibile, alcuni dotati di apparecchiature radar di ricerca e rilevatori a funzionamento magnetico, oltre che all'addestramento e al traino bersagli.


La giapponese Mania, come ho già detto altre volte, era una ditta praticamente sconosciuta in Italia, produceva modelli avanzati e molto raffinati (in prevalenza in scala 1/72) di aerei giapponesi, ed erano così ben realizzati che quando la Mania chiuse i battenti nel 1977 (aveva iniziato la sua attività agli inizi degli anni '60), tutti i suoi stampi vennero acquistati dall'Hasegawa, ed alcuni li ha ancora in catalogo...


Il kit della recensione è un Nakajima B5N2 che Mania commercializzò, in scala 1/72, nel 1970, le varie stampate di colore grigio chiaro, sono tutte ordinatamente imbustate, e presentano una buona qualità con linee e dettagli in positivo molto fini per quegli anni, gli abitacoli erano uno dei punti di forza dei modelli di questa ditta, questo del Kate e' formato da ben 18 pezzi (escluso il tettuccio), in un'epoca dove ancora alcuni kit offrivano un pilotino con uno striminzito seggiolino, nel modello troviamo cruscotto con la strumentazione in leggero rilievo, barra e sedile del pilota, cruscotto, tavola da carteggio e sedile per il navigatore/silurante, parete di mezzedria, strapuntino, mitragliatrice brandeggiabile tipo 89 da 7.7mm, il suo supporto, mensola per i caricatori di riserva per il mitragliere posteriore, ci sono altri accessori come bombole d'ossigeno, impianto radio, strumentazione varia e dei piccoli finestrini laterali, purtroppo il lungo tettuccio è in un pezzo unico, discretamente limpido e aderisce abbastanza bene alla fusoliera.


Buona la realizzazione del motore Nakajima NK1B "Sakae 11" radiale a 14 cilindri da 1000cv, della sua cappottatura completa di flabelli (in versione chiusa) e tubi di scarico, ben fatta l'elica tripala e la grossa presa d'aria del motore posta inferiormente. Il carrello e' un po' semplificato, abbastanza sottili i portelli, buone le ruote, i pozzetti sono ragionevolmente profondi ma senza dettagli, veramente minuscolo il ruotino posteriore, abbastanza fini i piccoli pezzi come l'antenna dorsale posizionata sopra il tettuccio e il tubo di pitot sull'ala sinistra, compreso nelle stampate un passabile siluro da 800kg fornito di elichetta.


Ben fatto e comprensibile il piccolo foglio istruzioni con chiari disegni per le varie fasi d'assemblaggio insieme ad un esploso, questo nonostante sia scritto totalmente in giapponese, presenti un foglio in b/n con vista dall'alto e dal basso, probabilmente per aiutare alla colorazione, e un bellissimo foglio a colori che serve anche per il posizionamento delle passabili decals (un po' spesse) che rappresentano almeno 4 esemplari diversi, che non sono in grado di identificare visto che anche questi fogli sono vergati solo in giapponese. Bella l'illustrazione della mia scatola che è l'edizione del 1975, semplice ma molto d'effetto, con un Kate in decollo da una portaerei all'alba salutato dall'equipaggio, magari proprio in quel 7 dicembre 1941...


Un'ultima curiosità, nelle scatole delle prime edizioni Mania offriva due modelli in versioni differenti , nel 1978 questo modello venne commercializzato con il marchio Hasegawa...